2a Circoscrizione Ciclo di incontri del “Divano dei filosofi” 2026:
“Cosa vale, chi conta. Dialoghi a più voci”
Introduzione generale
Le crisi che abbiamo di fronte - ambientali, sociali, geopolitiche - non sono solo crisi tecniche o economiche. Sono, prima di tutto, crisi etiche. Perché ogni crisi nasce da una scelta su cosa vale e chi conta: quanto pesa il benessere di chi verrà dopo di noi rispetto al nostro consumo presente, quanto pesa la vita di chi abita il Sud del mondo rispetto ai nostri stili di consumo. La tecnica offre gli strumenti ma decidere di usarli, e per chi, resta un giudizio morale.
Negli incontri dell’anno scorso abbiamo affrontato il tema cruciale della scelta: sappiamo davvero scegliere? Siamo veramente liberi di farlo o siamo condizionati da fattori esterni e interni? Quest’anno affronteremo invece il tema di quali scelte sono buone ed eticamente corrette, di cosa è bene, dei valori etici che sono alla base della nostra umanità.
Questo ciclo di incontri vuole offrire un percorso per esplorare, con il rigore della filosofia e con gli strumenti delle scienze sociali, ma con un linguaggio accessibile, affrontando domande cruciali quali: come sviluppiamo la nostra idea di ciò che è giusto o sbagliato, se esistono o no valori morali universali, quali decisioni prendere sapendo che avranno un grande impatto sulle generazioni future tenendo conto delle persone che vivono oggi, come decidiamo cosa fare quando qualsiasi scelta violerà dei valori morali che per noi sono importanti.
Lo faremo seguendo la traccia del libro Eticologia. Rendere l’etica naturale di Stefano Scolari e l’autore dialogherà in ogni incontro con una o un esperto in un altro campo, seguendo una tradizione filosofica che risale a Platone. I partecipanti avranno così modo di partecipare al formarsi delle idee, al loro modificarsi e correggersi attraverso il dialogo e questo è forse l’obiettivo primo degli incontri: sperimentare che l’umanità progredisce solo attraverso il dialogo aperto e fecondo, non imponendo con la legge del più forte le proprie idee.
6 Ottobre 2026 Primo incontro: “Decidere per il domani guardando all’oggi”
In questo incontro il filosofo dialoga con un’amministratrice, Elisa dalle Pezze, Presidentessa della 2a Circoscrizione. Filosofi come MacAskill o Jonas invitano a considerare gli interessi di chi verrà dopo di noi con lo stesso peso morale di quelli di chi vive oggi spingendo a chiederci quanto conta il benessere delle generazioni future rispetto al nostro consumo presente? Chi amministra localmente una città conosce bene questa tensione perché la vive ogni giorno tra un cantiere urgente da realizzare e un piano urbanistico che darà frutti quando lei non sarà più in carica - ed è proprio in questo scarto tra tempo della politica e tempo della responsabilità che si gioca, concretamente e non in teoria, la domanda etica di questo incontro: come decidere per il domani restando ancorati alle urgenze di chi vive, vota e chiede risposte oggi. È un paradosso: senza consenso presente non si viene eletti e senza essere eletti non si può realizzare alcuna visione di lungo periodo, per quanto lungimirante essa sia.
13 Ottobre 2026 Secondo incontro: “Rispettare le differenze senza rinunciare ai principi”
Questa volta il dialogo sarà tra un’antropologa, Danijela Stojadinovic, e il filosofo e sarà incentrato sulla domanda “esiste un punto di vista morale privilegiato? Ci sono principi validi in ogni tempo e per ogni cultura?” L’antropologia parte dall’osservazione che esistono pratiche agli antipodi delle nostre che rendono difficile parlare di una morale unica e condivisa dall’intera specie. Ma mette anche in guardia dal rischio di scivolare in un’accettazione acritica di ogni pratica in nome della differenza. La filosofia risponde da un’altra direzione: pensatori come Kant e più di recente Martha Nussbaum cercano un nucleo di principi - dignità della persona, tutela dal dolore inflitto arbitrariamente - che resista al variare dei costumi. Il confronto tra le due discipline mette a fuoco una domanda fondamentale: distinguere ciò che è davvero universale da ciò che è solo la nostra abitudine travestita da natura.
20 Ottobre 2026 Terzo incontro: “Come ci formiamo l’idea di cosa è bene?”
In questo incontro il filosofo dialogherà con una neuroscienziata, la ricercatrice marina Scattolin. Le neuroscienze si occupano da tempo di questo problema e lo affrontano da un’angolazione diversa rispetto alla filosofia morale classica: non chiedono cosa sia giusto in astratto ma cosa succede nel cervello quando un individuo giudica un’azione giusta o sbagliata. Da molte ricerche viene evidenziato che il senso morale non risiede in un’unica area del cervello né in un solo tipo di processo, ma emerge dall’intreccio tra emozione, memoria sociale e ragionamento, costringendo a rivedere le nette distinzioni con cui la filosofia morale ha per secoli separato deontologia, utilitarismo ed etica della cura che forse non sono facoltà mentali alternative ma solo accenti diversi di un unico processo.
27 Ottobre 2026 Quarto incontro: “Nessuna decisione è perfetta”
In questo incontro il filosofo dialoga con Gianpaolo Trevisi, funzionario di polizia, già direttore della scuola di polizia. Il tema è quello dei dilemmi tragici: situazioni in cui ogni scelta possibile comporta comunque il sacrificio di un valore che riteniamo fondamentale. Bernard Williams e altri autori hanno insistito su questo punto contro l’ottimismo di certa filosofia morale: a volte non esiste una via che eviti ogni colpa e persino la decisione più giusta lascia dietro di sé un residuo morale, un rimorso che nessuna giustificazione teorica riesce a dissolvere del tutto. Chi esercita un potere pubblico, in certe circostanze, è costretto a fare ciò che in altri contesti sarebbe inequivocabilmente sbagliato e deve farlo comunque perché la responsabilità verso gli altri glielo impone.
Una o un agente di pubblica sicurezza conosce questo territorio non per averlo studiato sui libri ma per averlo attraversato: l’uso della forza va calibrato in tempo reale, spesso in pochi secondi, dovendo proteggere la propria vita, quella dei cittadini presenti e - non di rado dimenticato nel dibattito pubblico - anche quella di chi sta commettendo il reato. Un funzionario che ha formato generazioni di agenti sa che la scuola può insegnare procedure e principi ma non può eliminare l’attimo in cui la decisione resta soltanto sulle spalle di chi la deve prendere, da solo, senza il tempo per consultare un manuale.
Come si svolge?
Gli incontri durano circa 90 minuti. Ciascun incontro è introdotto da una presentazione del tema, cui segue il dialogo con la o l’ospite della serata. I partecipanti sono a loro volta invitati a partecipare attivamente al dialogo con domande o portando la loro esperienza. Sono i benvenuti sia coloro che hanno una base di conoscenza filosofica sia chi, pur senza preparazione specifica, ha interesse ad approfondire questi argomenti. L’obiettivo è quello di promuovere una riflessione critica e stimolare la ricerca personale, fornendo un ambiente inclusivo e accogliente per condividere idee e punti di vista.
Ciascun incontro ‘fa storia a sé’: non è infatti necessario partecipare agli incontri precedenti per comprendere ciò di cui si parla in un dato incontro.
Durante gli incontri verranno consigliate letture di approfondimento.